L’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova che ha portato all’arresto di nove persone fra cui il Presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun, è tutta politica, indipendentemente dalla veridicità o meno dell’accusa mossa ai nove arrestati di essere dei finanziatori di Hamas.
La finalità di questa operazione
giudiziaria è quella di criminalizzare Hamas, che deve essere derubricata come una
mera organizzazione terroristica quando, piaccia o meno, si tratta – come Hezbollah
in Libano – di un movimento politico e certamente anche militare (né potrebbe
essere altrimenti, dato il contesto) di liberazione nazionale che gode del
sostegno della grande maggioranza del popolo palestinese, sia a Gaza che in
Cisgiordania (l’ANP è da tempo di fatto una dependance di Israele).
E quindi, anche qualora gli
arrestati avessero raccolto dei fondi per finanziare Hamas, qual è il problema?
Se Hamas è un’organizzazione terroristica, se tanto mi dà tanto, allora Israele
che cosa è?
Inviare armi ad uno stato
genocida, come fa anche il governo italiano, è cosa buona e giusta e
naturalmente lecita, mentre sostenere Hamas è criminale? Quindi erano criminali
anche tutti coloro che sostenevano l’African National Congress che praticava la
lotta armata contro il regime razzista sudafricano di Pretoria (alla luce di quanto
avvenuto e sta tuttora avvenendo addirittura meno feroce di quello israeliano)?
Erano criminali quelli che sostenevano il Fronte di Liberazione Nazionale
Algerino (che certamente ha fatto anch’esso uso del terrorismo nella sua guerra
di liberazione dal dominio coloniale francese)? Gli esempi potrebbero
moltiplicarsi…
Il punto vero è che il governo italiano
vuole mostrare ad Israele di essere più realista del re, più ancora di quanto
non lo sia stato finora. Un governo di inetti, servo dei potenti, forte con i
deboli e debole con i forti e i prepotenti. E l’ “opposizione” non è da meno.
Altro non c’è.
Fonte foto: L’Unità (da Google)