Panama Papers: il cyber imperialismo che piace alla CIA

Le rivelazioni sui Panama Papers, fin da subito, non hanno goduto dell’approvazione di Wikileaks l’organizzazione giornalistica legata a Julian Assange. Possiamo ben immaginare come questo giudizio negativo non nasca dal nulla dato che Gerard Ryle, direttore dell’Icij, aveva poco tempo addietro attaccato frontalmente Assange, con queste sciagurate parole: ‘’Noi non siamo WikiLeaks, stiamo cercando di mostrare che il giornalismo può essere fatto responsabilmente’’ 1.

Ma quale sarebbe il giornalismo responsabile dell’International Consortium of Investigative Journalists: il signor Gerard Ryle considera ‘’giornalismo responsabile’’ la censura del 99% dei documenti declassificati ? Lo stesso Thierry Meyssan aveva, fin da subito, segnalato questo comportamento scorretto dell’Icij definendolo una ‘’violazione dell’etica giornalistica’’, secondo i parametri stabiliti dalla Carta di Monaco di Baviera adottata nel 1971. Questo documento – per chi non lo sapesse – stabilisce ’che i giornalisti che pubblicano le informazioni la cui origine è nota, non sopprimeranno informazioni essenziali né altereranno i testi e i documenti; infine, che non useranno metodi sleali per ottenere informazioni, fotografie e documenti’’ 2. Tre requisiti violati senza alcuna vergogna. Che cosa dire: il giornalismo investigativo ‘’made in CIA’’ è irresponsabile e al di fuori di qualsiasi regola. I media europei – e nel nostro caso italiano – per quanto tempo continueranno a dare credito ai predicatori americani che occupano le sedi televisive ?

Tanto Thierry Meyssan quanto Julian Assange concordano nel collegare l’Icij a George Soros ed all’Open Society, tutte organizzazioni – come la Fondazione Ford – che l’imperialismo nord-americano utilizza per destabilizzare quei governi ostili alla morsa di Washington. Le parole del giornalista francese sono quanto mai eloquenti: ‘’L’International Consortium of Investigative Journalists, si sospetta, è finanziato da numerose organizzazioni collegate con la CIA, come la Fondazione Ford e le fondazioni di George Soros. Quest’ultimo esempio è il più interessante: per i membri dell’ICIJ il denaro di Soros non proviene dalla CIA, ma dalle speculazioni finanziarie a scapito dei popoli, cosa che lo renderebbe più accettabile’’.

Nei leak panamensi non si nomina – solo per fare un esempio – direttamente il presidente russo Vladimir Putin ma soltanto persone ritenute ( sarà vero ? ) a lui vicine. Per la stampa occidentale, zeppa di giornalisti asserviti che non brillano in quanto a lucidità analitica, questo è sufficiente: il leader del Cremlino è – a loro dire – un corrotto. Le prove: non esistono!

Stupisce come queste presunte ‘’rivelazioni’’ riguardanti i paradisi fiscali non contengano il nome di nessun magnate Usa: forse il clan dei Clinton o Donald Trump sono esenti da questi giochetti ? E che dire dei grandi capitalisti israeliani ? I templari del globalismo neoliberista, all’improvviso, diventano le monache vergini delle operazioni finanziarie. Tutto come il buon ‘’diritto borghese’’ comanda.

Il giornalismo che piace al duo CIA-Mossad…

La famiglia Mossack – al centro dello scandalo – non è nuova per ciò che riguarda le ‘’operazioni sporche’’, anzi sporchissime. Durante la seconda guerra mondiale, il padre di Jurgen Mossack prestò servizio nelle Waffen SS hitleriane, appoggiando il progetto sterminazionista dell’imperialismo nazista. Lo studio legale panamense ha operato come una vera e propria centrale della CIA: dagli anni ’60 in poi, non per nulla, ha condotto operazioni di spionaggio contro Cuba e i movimenti progressisti sudamericani.

Lo studio legale Mossack Fonseca ha offerto copertura, non solo ad agenti della CIA ed immancabilmente del Mossad israeliano, ma anche alle petromonarchie, soprattutto quella saudita. Particolarmente importante è lo studio in Nevada della famiglia Mossack. Così scrive il giornale online alertadigital: ‘’Pero, ¿por qué son especialmente importantes las actividades del bufet en Nevada? Porque Nevada se ha convertido en el Nuevo Paraíso Fiscal Mundial, dentro de los propios EEUU, junto con otros estados como Wyoming y Dakota del Sur’’ 3.

Gli attacchi della International Consortium of Investigative Journalists sono rivolti – oltre a Russia, Cina ed Iran – alle multinazionali europee. Meyssan è – come sempre – estremamente preciso: ‘’ L’International Consortium of Investigative Journalists non è al suo primo caso. Fu proprio esso ad aver reso pubblici, nel 2013, 2,5 milioni di files trafugati a 120.000 società off-shore. Poi è stato sempre esso ad aver rivelato, nel 2014, i contratti firmati tra delle multinazionali e il Lussemburgo per beneficiare di una tassazione privilegiata. Ed è sempre esso ad aver rivelato, nel 2015, i conti della banca britannica HSBC in Svizzera’’. Possiamo sintetizzare il tutto in questo modo: una guerra dell’imperialismo statunitense al ‘’suino’’ capitalismo svizzero ?

Una cosa è certa: gli Usa – con l’avallo dei falchi israeliani ( i plutosionisti, come li chiama James Petras ) – stanno facendo di tutto per legare i capitalismi europei alla propria struttura socio-economica privandoli di qualsiasi margine di manovra, tanto geopolitico quanto d’espansione neocoloniale. Non è un caso che Obama abbia nominato Christina Romer a presiedere il suo Comitato dei consiglieri economici. La Romer ha teorizzato lo smantellamento dei paradisi fiscali non anglosassoni a vantaggio di tre potenze imperialistiche: Usa, Inghilterra ed Israele. In pochissime parole: siamo davanti ad una guerra inter-imperialistica, dove – per ovvi motivi – il duo Usa – Israele è stravincente.

L’imperialismo è riuscito a portare la sua guerra di conquista e pauperizzazione generalizzata anche sul terreno informatico diventando cyber imperialismo. Il giornalista italiano Fulvio Grimaldi ha ben dedotto che ‘’La rivoluzione colorata dei cari, vecchi Otpor si è fatta planetaria e cibernetica. I supercorrotti del più grande paradiso fiscale del pianeta, gli Usa, utilizzando uno studio “legale”, emanazione del paese canaglia fratello e basato in un paese-postribolo, danno battaglia ad altri corrotti obsoleti e spendibili, con  l’obiettivo di colpire il nemico mortale che gli sta buttando per aria il Monopoli mondialista’’ 4. Gli Usa si preparano a diventare un capitalismo aspirapolvere nelle mani dei sionisti e della Rothschild & Co ? Il fine ultimo delle teorie economiche della Romer è, senza diritto di replica, questo. Thierry Meyssan, nel medesimo articolo, ci ha spiegato che: ‘’Secondo lei, non sono stati né il New Deal di Roosevelt, né la seconda guerra mondiale a consentire di uscire davvero da questa recessione, bensì l’afflusso di capitali europei, nel 1936, in fuga dal moltiplicarsi dei pericoli’’.

Lo scandalo Panama Papers è una manovra calcolata contro l’Europa ‘’sub-imperialistica’’ ed il blocco capitalistico emergente: il capitalismo dei Brics che, chi scrive, non santifica affatto (anzi…). Gli attori ? I soliti noti: Soros, la famiglia Rothschild e i gruppi finanziari sionisti che intendono trasformare la macchina militare nord-americana nella propria bambola.

Un modo perfetto – nella logica di questi signori – per centralizzare il potere nelle mani di tre classi dirigenti: statunitense, inglese ed israeliana. Nulla di nuovo sotto il sole.

http://www.wired.it/attualita/media/2016/04/07/wikileaks-panama-papers/

http://www.voltairenet.org/article191148.html

http://www.alertadigital.com/2016/04/04/hacia-el-nuevo-orden-mundial-el-lobby-sionista-de-estados-unidos-detras-de-la-revelacion-de-los-papeles-de-panama-2/

http://fulviogrimaldi.blogspot.it/2016/04/panama-cia-mossad-and-soros-papers.html

 

 

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