Partito Comunista di Unità Popolare: il mondo del lavoro contro l’unipolarismo di USA e UE


“È ragionevole, chiunque lo capisce. È facile.
Non sei uno sfruttatore, lo puoi intendere.
Va bene per te, informatene.
Gli idioti lo chiamano idiota e, i sudici, sudicio.
È contro il sudiciume e contro l’idiozia.
Gli sfruttatori lo chiamano delitto.
Ma noi sappiamo:
è la fine dei delitti.
Non è follia ma invece
fine della follia.
Non è il caos ma
l’ordine, invece.
È la semplicità,
che è difficile a farsi.”
(Bertolt Brecht, Lode del comunismo, 1933)

Sabato e domenica 24-25 gennaio 2026, presso il Centro Congressi Cavour, si è tenuto il congresso fondativo del Partito Comunista d’Unità Popolare, una nuova prospettiva di classe d’orientamento neo-marxista per la classe operaia ed il “popolo lavoratore” nella transizione verso un mondo multipolare. Una iniziativa lodevole ed ampiamente partecipata.

Il progetto politico, eccezionale per il lavoro svolto sul Fronte Antimperialista, nasce dalla consapevolezza del fallimento strutturale di due “monarchie” pseudo-socialiste: il “Partito della Rifondazione Comunista”(PRC) di Fausto Bertinotti approdato nella brodaglia culturale della new left anglofila ed il “Partito Comunista” (PC) di Marco Rizzo il quale dismettendo qualsiasi riferimento teorico all’anticapitalismo ha sistematizzato una atipica forma di “sovranismo popolare” trumpiano ed anticinese. Entrambe le scelte, non rappresentando una alternativa per il mondo del lavoro, sono peggiori e commettono il medesimo errore: guardano agli USA, seppur in modo differente. Il PRC è una filiale della componente “social-democratica” (“social-imperialista” mutuando le parole di Lenin) del “Partito democratico”, un autentico Cavallo di Troia del complesso militare-industriale USA, mentre Marco Rizzo è diventato un promotore della retorica nazional-populista MAGA, minimizzando in modo alquanto vergognoso la natura sociopatica del fascismo trumpiano. Già durante il suo intervento al convegno (domenica, 25 gennaio), il direttore de “L’Interferenza” Fabrizio Marchi ha sottolineato la natura speculare della sinistra “politicamente corretta” con la destra xenofoba: due facce della stessa medaglia, il capitalismo in quanto genocida più rispettato del pianeta (per dirla con Ernesto Guevara).

Il Partito Comunista d’Unità Popolare ha il duplice merito di collegare la transizione verso il “capitalismo della sorveglianza” (cit. Julian Assange), definito nuovo tecno-fascismo, con la guerra globale scatenata dall’imperialismo USA contro i Paesi “non allineati”. Una disamina corretta, più volte espletata su “L’Interferenza”: non esiste nessuna conflittualità inter-imperialista (essendo la Russia un Paese capitalista, ma non imperialista), è Washington ad aver proiettato nel ventunesimo secolo la logica hitleriana attraverso la dottrina neocons della “guerra eterna”. Sviluppando alcune intuizioni dello storico socialista Giorgio Galli, il giovane studioso di storia del movimento operaio Alessandro Pascale (uno dei teorici del Partito) ha approfondito questa caratteristica dell’odierno capitalismo parlando di “totalitarismo liberale”.

Forte della partecipazione di diverse delegazioni estere (Cuba e Venezuela prima di tutto), questa organizzazione neomarxista ha avuto il coraggio di appoggiare integralmente l’Operazione Militare Speciale Z sottolineando come la Federazione Russa non abbia dichiarato guerra al popolo ucraino, quanto, piuttosto, agli straussiani: un Super clan necrotizzato, gli allievi di Leo Strauss, che hanno teorizzato la distruzione d’una porzione del pianeta. L’Eurasia, l’unione strategica fra Russia e Cina, potrebbe favorire l’inizio di nuove Rivoluzioni democratiche ed antimperialiste.

Dice Giannini, sempre ben documentato su questi temi:

“La Russia di Putin non è l’Unione Sovietica, non è socialista e il Partito Comunista della Federazione Russa critica spesso il governo russo per le sue politiche sociali, ma la Russia è oggi un argine all’espansionismo dell’intero fronte occidentale-imperialista e i comunisti non possono avere dubbi: essi debbono stare da una parte sola, dalla parte della Russia, dalla parte del Partito Comunista della Federazione Russa!” 1

La solidarietà antimperialista con la Repubblica Bolivariana del Venezuela, aggredita dal fascismo trumpiano una variante sociopatica del nazionalismo imperialista USA, è stata al centro della condivisibile e ben strutturata relazione del segretario Fosco Giannini. Leggiamo:

“Noi siamo senza dubbio alcuno a fianco della Rivoluzione “chavista” venezuelana! Siamo per sempre con il Comandante Hugo Chavez! Con il popolo venezuelano! Con il Partito Socialista Unito del Venezuela! Condanniamo e ci battiamo contro il criminale intervento imperialista statunitense in Venezuela e contro i gangster tipicamente statunitensi che hanno sequestrato Maduro e la Primera Combatiente Cilia Flores, saremo e lotteremo in ogni piazza per la liberazione del legittimo presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, compagno Nicolás Maduro e della Primera Combatiente! Siamo a fianco della vicepresidentessa Delcy Rodríguez! E facendo nostre le parole del presidente di Cuba, compagno Miguel Díaz-Canel, diciamo anche noi: onore e gloria per i 32 combattenti cubani che difendevano Maduro e Cilia Flores e sono stati assassinati a freddo dai criminali nordamericani! Ma che i golpisti americani ricordino la storia, ricordino la Baia dei Porci, nel 1961; ricordino che sembrava loro facile abbattere la Rivoluzione e conquistare Cuba, mentre invece furono sbaragliati in pochi giorni dal comandate Fidel, dal comandante Ernesto Che Guevara, dal comandante Juan Almeida Bosque, dal popolo cubano in armi! Nei giorni scorsi l’incaricata della Cia per la controrivoluzione in Venezuela (e, dunque, conseguentemente, premio Nobel per la pace) María Corina Machado ha incontrato il Papa e ha chiesto anche al pontefice il via libera per il golpe in Venezuela, per “portare la democrazia americana in Venezuela”.”(Ibidem)

Con “Papa coniglio” Robert Prevost, il pontefice di Elon Musk, il Vaticano è ritornato ad essere una filiale del Pentagono.

Particolarmente preziosa, soprattutto in questa congiuntura storica, è la mozione dei comunisti toscani la quale propone con solide argomentazioni come l’esistenza stessa di Israele, in quanto “Stato sionista”, debba essere rigettata. Nessuno Stato ha il diritto d’esistere in quanto “entità razzista”. In questa circostanza, ho avuto modo di chiarire come l’esistenza di Israele, attraverso l’accordo anglo-tedesco del 1933, abbia visto la piena compartecipazione della Germania hitleriana: Hitler e Mussolini hanno condiviso l’ideologia sionista.

Un’altra posizione ben strutturata è il no al referendum costituzionale concernente la separazione delle carriere dei magistrati (a riguardo, menziono l’ottimo intervento di Luigi Basile, direttore di Futura Società): nella prospettiva neofascista del governo neocons di Giorgia Meloni si andrebbe a trasformare il Pubblico Ministero (PM) in una sorta di “super-poliziotto” volto ad imputare e far condannare, a tutti i costi, la persona sottoposta alle indagini. Il nostro sistema giuridico, non a caso, trova il proprio fondamento nel classicismo penalista (Beccaria, Carrara, Carmignani), il principio di non colpevolezza (art. 27 della Costituzione) che sancisce la superiorità del nostro sistema penale sul “mostro giuridico” anglo-statunitense (per non parlare della dittatura sionista). Gli Stati Uniti d’America, la dittatura global-nazionalista garantista per i super-capitalisti, trova una descrizione efficace nel “Castello” di Franz Kafka. Le false opposizioni – fra cui anche “Democrazia, Sovrana e Popolare”– che hanno dichiarato di votare sì a questa controriforma stanno dimostrando d’essere un Cavallo di Troia del trumpismo. Marco Rizzo ed il suo approdo all’americanismo-imperialista.

Il convegno ha affrontato con merito diverse problematiche, dal lavoro alla sicurezza (o protezione sociale, categoria tipica della criminologia socialista di fine ‘800) fino alle fake news del giornalismo lubrificato, dismettendo tanto la retorica fascistoide dei trumpiani (anche quando si mascherano da anti-sistema) che le argomentazioni della “sinistra neoliberale” totalmente insensibile al sentire comune dei ceti popolari, coloro che vengono sbudellati dalle dinamiche totalizzanti della globalizzazione neoliberale. Il nemico principale, che sfrutta e sradica dalla propria terra, ha un nome: l’imperialismo occidentale, USA ed Israele in quanto “ventre del mostro” capitalista. 

Conclude Giannini:

“Viviamo in un Paese in cui circa il 50% degli elettori diserta le urne, siamo cioè al fallimento della democrazia liberale. E siamo di fronte ad un paradosso: nella crisi profonda del sistema liberale, il parlamento è del tutto occupato da forze politiche essenzialmente liberali, tutte forze liberali seppur in quella loro estensione che va dalla destra alla sinistra liberale!” (Ibidem)

Dal lavoro monopolizzato dal “padronato nero” alla sanità caratterizzata dal totalitarismo delle Big Pharma (vero e proprio “imperialismo farmaceutico”), sono moltissime le problematiche sociali che il nuovo partito dovrà affrontare, ascoltando il sentire comune dei ceti popolari depoliticizzati da decenni di politiche delinquenziali e neoliberali. Qual è l’obiettivo principale? Per il Partito Comunista d’Unità Popolare non ci sono dubbi: l’uscita da NATO ed Ue, e su questo punto il lavoro giornalistico de “L’Interferenza” converge pienamente.

Citando il filosofo marxista George Lukàcs: “la società borghese è una tubercolosi organizzata”.

https://futurasocieta.org/societa-e-classe/un-nuovo-orizzonte-per-la-classe-e-il-popolo/
Potrebbe essere un'immagine raffigurante ‎il seguente testo "‎COMONISTA UNITA POPOLARE كه CONGRESSO FONDATIVO ROMA, ROMA,24-25GENNAID 24-25GENNAIO PARTITO COMUNISTA POPOLARE UNITAPÓPOLARE di UNITA POPOLARE UNITAPOPOLARE UNITA POPOL ARE‎"‎

1 commento per “Partito Comunista di Unità Popolare: il mondo del lavoro contro l’unipolarismo di USA e UE

  1. Giulio larosa
    2 Febbraio 2026 at 8:26

    Auguri meritate una buona fortuna. Nei limiti del possibile sarò un compagno di viaggio

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