Lo Stato forte con i deboli e debole con i forti


Non abbiamo ancora finito di commentare il duplice omicidio di due malviventi da parte del gioielliere Mario Roggero (per la verità l’uccisione di uno dei due è stata una vera e propria esecuzione, chiamiamo le cose col loro nome..) che siamo di fronte ad un nuovo delitto inquietante.

Un uomo, un marocchino (ma conta qualcosa specificare la nazionalità di una persona uccisa e in quel modo?…) è stato ucciso per la strada da due poliziotti che lo hanno soffocato, ricopiando in tutto e per tutto il classico “stile” – evidentemente preso in prestito – della polizia americana. Anche in questo caso il tragico episodio è stato filmato.

E’ in corso una offensiva securitaria e repressiva? Direi proprio di sì. Senza voler fare, ovviamente, nessun collegamento diretto fra i due episodi, mi pare però che l’humus, il brodo di coltura che in qualche modo li ha prodotti sia il medesimo.  

La nostra società si sta spappolando, non esiste null’altro che non sia la corsa al denaro, al profitto, al successo e alla visibilità (tutto oggi è elevato a capitale, non esiste nulla che sia sottratto alla logica capitalista), da raggiungere ad ogni costo e con ogni mezzo.

Siamo nel bel mezzo di una crisi che non è soltanto economica e/o geopolitica. Stiamo vivendo il triste e drammatico tramonto di una società ormai in via di putrefazione che però non muore e continua a riprodursi putrefacendosi. Può sembrare paradossale ma è quello che, a mio parere, sta accadendo e non siamo in grado di sapere per quanto durerà. Anche questa è tragicamente una forma storica dell’umano.  L’impossibilità di superare la contraddizione verso una sintesi superiore. Questo è il tempo in cui viviamo, dove non si scorge ancora una alternativa. E non c’è più “coscienza infelice” o scarseggia assai. Ancor meno coscienza di classe.   

Lo Stato, il nostro Stato, che non è un ente generico ma una forma politica che scaturisce dal contesto storico, sociale e culturale, non può restare immune da questo processo. Gli “episodi” come quello che stiamo commentando lo confermano. Sia chiaro però, questa violenza del potere, dello Stato, c’era anche quando la nostra società era ancora culturalmente viva, a tratti vivace, in fondo anche dialettica. Non è, dunque, una novità. E però quel diverso contesto sociale e culturale, con la sua dialettica interna, era anche in grado in qualche modo di condizionare la politica, e quindi anche lo Stato, da un punto di vista democratico, intendo.

Devo dire, onestamente, che non ricordo da quando sto al mondo un potente, un capomafia, un grande trafficante di droga, armi, esseri umani, che sia stato ucciso in uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine. Ricordo invece decine, centinaia di persone, giovani, lavoratori, studenti, militanti politici, manifestanti, ma anche ladri, delinquentelli vari, spacciatorelli, microcriminali, che sono stati uccisi dalla polizia o dai carabinieri, molto spesso se non la maggior parte delle volte, senza che ce ne fosse la necessità. Diciamo pure uccisioni gratuite.

Stato forte con i deboli e debole con i forti, come diceva lo storico vecchio leader socialista Pietro Nenni? Mi pare proprio che le cose stiano in questo modo.

Ecco, io credo in uno Stato forte, affatto debole, che proprio per questo colpisce innanzitutto i potenti e i prepotenti, con la necessaria severità, e non i deboli. Certamente, anche i deboli possono e debbono essere perseguiti se delinquono, in base al reato commesso. E questo lo do per scontato. Ma il punto è un altro ed è naturalmente di natura politica. Qual è il ruolo dello Stato? Quali interessi deve difendere? Il nostro Stato è a protezione dell’interesse generale o degli interessi particolari? Lascio, socraticamente, come si suol dire, che ciascuno ci rifletta e si dia la risposta.

Nel frattempo però dobbiamo agire, altrimenti rischiamo di annegare nella palude della putrefazione. E in fondo non tutti ce lo meritiamo.

Bologna, uomo ammanettato muore durante intervento polizia. In un video le  urla: “Aiuto, basta” | Sky TG24

Fonte foto: Sky Tg 24 (da Google)

2 commenti per “Lo Stato forte con i deboli e debole con i forti

  1. Andrea Vannini
    20 Luglio 2026 at 16:12

    La risposta la conosciamo: “lo stato é il comitato degli affari della borghesia”. Lo stato borghese si abbatte e non si cambia.

  2. Rino
    21 Luglio 2026 at 18:58

    I paesi in cui gli agenti hanno il diritto reale di ammazzare i cittadini (in quanto restano impuniti ope legis aut ope sententiae) sono la quasi totalità. Varia solo il grado. L’Italia apparteneva alla minoranza dove le possibilità di condanna erano scarse ma virtualmente possibili. Adesso anche i nostri agenti godono della totale impunità. Ci possono ammazzare senza conseguenze. Di fatto siamo lontani dagli USA dove 1200 cittadini vengono uccisi ogni anno e gli agenti condannati sono mediamente ..uno! Quando qui gli assassinati saranno 200/anno, allora avremo finalmente raggiunto il loro superiore livello di civiltà.

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