L’aggressione imperialistica
statunitense-israeliana all’Iran è avvenuta, su basi mendaci, in violazione dei
Diritto internazionale. Donald Trump, come abbiamo più volte spiegato su L’Interferenza,
è un presidente USA (in realtà uno dei tanti) di proprietà israeliana. Negli
USA, stroncato sul nascere il tentativo di Tulsi Gabbard di dissociare
Washington dal sionismo-revisionista, governa l’AIPAC, la potentissima lobby ebraica. Teheran,
giustamente, si riserva tutte le opzioni per difendere la propria sovranità
nazionale da questa aggressione imperialista, quella proveniente dal gendarme
mondiale USA. Leggiamo le dichiarazioni del Ministro
degli Esteri iraniano Abbas Araqchi.
“Gli Stati Uniti, membro
permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, hanno commesso una
flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, del diritto
internazionale e del TNP attaccando le strutture nucleari pacifiche dell’Iran.
Gli eventi che hanno avuto luogo stamattina sono
oltraggiosi e avranno conseguenze a lungo termine. Ogni membro delle Nazioni
Unite dovrebbe essere allarmato da questo comportamento estremamente
pericoloso, illegale e criminale.
In conformità con la Carta delle Nazioni Unite e
le sue disposizioni che consentono una risposta legittima per autodifesa,
l’Iran si riserva tutte le opzioni per difendere la sua sovranità, i suoi
interessi e il suo popolo”.
La Repubblica Islamica
dell’Iran, seguendo le procedure convenzionali, ha chiesto una riunione
d’emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ribadendo che il
delinquenziale attacco statunitense non ha danneggiato le strutture nucleari
del Paese. Premesso ciò, le guerriglie sciite regionali – Hezbollah, Ansar
Allah (Yemen) e la milizia sciita irachena – hanno preannunciato, da
diversi giorni, il loro l’ingresso nel conflitto in sostegno di Teheran. La
realtà (al di là delle procedure di diritto internazionale) è che i Guardiani
della Rivoluzione hanno, proprio in queste ore, invocato una grande
Intifada antisionista. Gli Hezbollah (com’era prevedibile) rifiutano
qualsiasi neutralità. Dichiarazione dello sceicco Naim Qassem, Segretario
Generale di Hezbollah datata 19 giugno 2025:
“Noi di Hezbollah e della
Resistenza Islamica non siamo neutrali tra i legittimi diritti e l’indipendenza
dell’Iran da un lato, e le menzogne e l’aggressione degli Stati Uniti,
accompagnate dal tumore canceroso di “Israele” e dagli oppressori
globali dall’altro. Siamo fermamente al fianco dell’Iran nel suo confronto con
questa ingiustizia globale, perché difendiamo la nostra indipendenza, la
liberazione della nostra terra e la libertà delle nostre scelte e decisioni.
Non siamo neutrali. Pertanto, dichiariamo chiaramente la nostra posizione a
fianco dell’Iran, della sua leadership e del suo popolo, e agiremo come
riterremo necessario di fronte a questa brutale aggressione
americano-israeliana.”
Israele è una tigre di
carta: priva di profondità strategica dove mettere al sicuro la popolazione;
l’entità sionista non dispone di missili balistici per aggirare le difese
iraniane. Inoltre, l’esercito israeliano da diversi anni s’è involuto in un
esercito di guarnigione totalmente incapace di monitorare il territorio. La “guerra
irregolare” è l’ultimo rifugio dei codardi che rifuggono il combattimento
ravvicinato, l’applicazione della “guerra popolare” che ha
caratterizzato “il secolo breve”.
La lobby israeliana domina
negli USA. Ted Cruz ha detto a Tucker Carlson che il nucleo del suo credo è che
dobbiamo “benedire lo Stato politico di Israele” aiutandolo a uccidere
persone innocenti 1. Un serial killer che istiga all’omicidio di
massa. I risvolti del conflitto, aderenti alle previsioni del giornalista
investigativo Seymour Hersh, svelano la natura del giornalismo “lubrificato”:
un megafono del vecchio mondo unipolare, un Super clan di burocrati
imbevuti di ideologia puritana e necrotizzati davanti alle sofferenze sociali.
Il “giornalista medio” somiglia (quanto meno ideologicamente) sempre di più ad
un troll, grezzo ed incapace di leggere i conflitti, che si alimenta di
marciume (fake, pregiudizi islamofobi e russofobia).
L’Iran potrebbe vincere una guerra contro
Israele? La risposta, per chi scrive, è affermativa. Teheran ha il vantaggio
strategico, quello territoriale, sfruttando l’avversione che il sionismo
suscita nelle popolazioni locali, devastate dalle ingiuste guerre israeliane e
statunitensi. L’estensione neocoloniale di Tel Aviv è garanzia di guerra,
corruzione, miseria e devastazione ambientale. Citando Simone Weil “Israele
è il capitalismo” con tutto ciò che ne consegue: “un mostro nato
grondando sangue”, utilizzando le celebri parole di Marx per descrivere il
capitalismo.
Il neofascista Trump non poteva dire di no,
adesso è chiaro chi è il vero gendarme mondiale: l’entità sionista, il genocida
più rispettato della storia.
https://comedonchisciotte.org/trump-si-immerge-in-oscure-pratiche-demoniache-mentre-si-prepara-per-una-grande-guerra-in-difesa-di-israele/
Fonte foto: da Google