La Cina si prepara allo scontro con gli Stati Uniti


La Repubblica Popolare Cinese, preparandosi allo scontro (il quale, secondo gli analisti cinesi, dovrebbe avvenire nel lungo periodo) con l’imperialismo USA, ha intrapreso una lunga campagna contro la corruzione all’interno dell’esercito. Una operazione anticorruzione interna al Partito Comunista Cinese (PCC) che si è intensificata con l’ascesa del presidente Xi Jinping a partire dal 2012-’13. Ad esserne ora colpito è stato il generale Zhang Youxia, esponente della corrente filo-occidentale all’interno del PCC, reo d’aver divulgato informazioni sensibili agli Stati Uniti, un capo d’accusa formulato in questi termini: “crimini su larga scala contro il Paese”.

L’analista Marinella Mondaini, studiosa di questioni strategiche, attraverso fonti di prima mano russe, ha chiarito (citando una fonte autorevole) che: “Secondo Maslov, in Cina esiste un folto gruppo di persone che ritiene che l’interazione con Washington debba essere ripristinata e che l’isolamento della Cina sia dannoso per l’economia cinese. “Questo concetto è diffuso soprattutto tra coloro che hanno avuto contatti di lunga data con gli americani o hanno studiato negli Stati Uniti. A quanto pare, il funzionario apparteneva all’ala filo-occidentale”” 1. Sgomberando il campo da interpretazioni frettolose, perlopiù di matrice anglofila, che vedevano colpita la componente più radicale all’interno dell’esercito.

La stampa statunitense, il Wall Street Journal, ha parlato di “formazione di cricche politiche” un capo d’accusa alieno alle lotte intra-partitiche, tipiche degli anni ’60 e ’70 tra filo-maoisti e filo-sovietici, rubricato nel diritto penale militare (non soltanto cinese) come reato. L’elemento caratterizzante la nostra analisi è l’orientamento (geo)politico del generale Zhang: un filo-occidentale, favorevole al disgelo con Washington seppur preservando il multilateralismo cinese.

Conclude Marinella Mondaini “Perciò in Cina nessun colpo di stato, come qualcuno racconta, ma solo, necessarie, “pulizie di casa”” (Ibidem) proprio quando a Davos la Cina ha dichiarato di voler diventare il “mercato mondiale”. Una risposta geoeconomica alla dottrina Trump: la “Fortezza America” come nuovo Impero delle banane. Superando qualitativamente la teoria dei tre mondi e delle quattro modernizzazioni, sistematizzata da Deng, la Cina si prepara ad accompagnare gli Stati Uniti al camposanto.

Tre correnti politico-militari all’interno degli Stati indipendenti

La Cina, come l’Iran ed il Venezuela, contempla tre correnti politiche che si riproducono, anche all’interno degli eserciti:

  • Coloro i quali ritengono necessaria una cooperazione paritaria con l’Occidente: questa corrente fa rifermento in Venezuela alla boli-borghesia (o nuova borghesia bolivariana), in Iran alla borghesia del bazar ed in Cina ai “socialisti-liberali” o fazione di Shangai.
  • I nazionalisti economici, ovvero quei gruppi dirigenti “intelligenti” che vedono il conflitto con l’Occidente rimandato nel medio o lungo periodo: appartengono a questa corrente gli odierni capi di stato in Venezuela (compreso il presidente Nicolas Maduro), Iran (una evoluzione attendista della vecchia sinistra sharitiana) e Cina. I Paesi “non allineati” devono prepararsi alla guerra rafforzando il proprio sistema socioeconomico, consapevoli della inevitabilità del crollo nord-americano: un collasso, secondo alcuni analisti come Thierry Meyssan, con dinamiche analoghe alla disgregazione dell’Unione Sovietica. I documenti declassificati da Wikileaks dimostrano come il generale Qasem Soleimani avesse approvato questa dottrina politica, limitandosi a sradicare l’ISIS in quanto “esercito segreto della CIA”.
  • Le correnti rivoluzionarie che, sulla base di disamine realistiche, considerano immediato il conflitto con l’imperialismo USA. Ne fanno parte i guevaristi venezuelani, lo sciismo internazionalista in Iran e la Nuova Sinistra Maoista cinese.

Il rapimento piratesco del presidente Nicolas Maduro, reso possibile anche dalla sperimentazione delle armi ultrasoniche che hanno stordito i soldati venezuelani, ha convinto i generali cinesi a prendere tempo: la creazione di un “mercato comune” configura una sorta di “patto di non aggressione” da stipulare con la borghesia europea, in vista dello scontro con l’imperialismo USA. Una guerra, non soltanto economica, che la Cina per il bene del Sud Globale (ma anche dei lavoratori europei) deve vincere. Analisti strategici vicini alla Cina popolare, personalmente consultati da chi scrive, ritengono che l’establishment marxista cinese abbia calcolato un periodo di circa 5-10 anni prima dello scoppio del conflitto: una guerra che per Russia e Cina, Paesi favorevoli al multipolarismo, sarà difensiva dinanzi la pirateria imperialista “americano-sionista”.

Il contributo di Lin Biao alla teoria marxista rivoluzionaria

Nel 1965, in occasione del ventesimo anniversario della vittoria della guerra di Resistenza contro l’imperialismo giapponese, Lin Biao redasse un saggio intitolato “Viva la vittoria della guerra popolare!” sistematizzando le basi del proprio pensiero rivoluzionario. Leggiamo

“L’imperialismo americano è deciso a perseguire la strada che porta ad una guerra mondiale. Noi dobbiamo prendere in seria considerazione questa tendenza. Il punto focale della lotta attuale risiede in Vietnam. Noi dobbiamo prepararci. Senza sottrarci dal compiere i massimi sacrifici nazionali, siamo determinati a dare il nostro fermo sostegno al popolo fratello del Vietnam mentre conduce la guerra di resistenza contro l’aggressione americana per condurla fino alla sua conclusione.
L’imperialismo guidato dagli Stati Uniti e il moderno revisionismo della direzione del PCUS sono collusi, stanno complottando con truffaldini negoziati di pace allo scopo di domare le violente fiamme della guerra nazionale rivoluzionaria del popolo vietnamita contro l’aggressione americana, e delle lotte nazionali rivoluzionarie in Asia, Africa e America Latina, le fiamme della rivoluzione mondiale. (…) Venti anni fa il Presidente Mao disse che i popoli del mondo intero avrebbero dovuto formare un fronte unito contro l’imperialismo americano fino alla sua disfatta. I popoli rivoluzionari del mondo stanno oggi avanzando su questa strada.” 2

Stratega militare eccezionale nella guerra di liberazione nazionale anti-giapponese, Lin Biao era considerato il legittimo successore di Mao, un legame corroborato nel ’66 dalla sistematizzazione della teoria del genio la quale inaugurò la Rivoluzione culturale: una stagione dalla difficile interpretazione storica (gli storici marxisti ne offrono riletture discordanti) che contrappose la Cina popolare allo Stato sovietico, spaccando di fatto il movimento operaio internazionale. In alcuni Paesi dell’America Latina (es. il Perù), maoisti e guevaristi si contesero l’egemonia delle guerriglie antimperialiste contrassegnando una disamina divergente delle conflittualità geopolitiche (inter-imperialiste nella letteratura maoista).

Quali sono i due punti cardine, riproposti nella disamina della Nuova Sinistra Maoista, del pensiero di Lin Biao? In estrema sintesi: (1) l’imperialismo USA è tuttora il nemico principale del mondo del lavoro; (2) il conflitto con l’imperialismo è imminente, e sarà decisivo nel determinare l’esito della lotta storica fra capitalismo e socialismo (Ibidem). Aderendo alla dottrina neocons sulla “guerra eterna”, gli Stati Uniti hanno scatenato guerre combattute in modo “irregolare” non per essere vinte, ma per gettare intere aree geografiche nel caos: Washington non vuole più combattere il socialismo, ma – proiettando la logica nazista nel ventunesimo secolo – distruggere l’idea stessa di Civiltà. Pentagono, CIA e l’entità sionista sono i genocidi più rispettati del pianeta.

A Washington, tanto i “dem” quanto i repubblicani, governano come una banda di fascisti: Obama e Trump sono due facce della medesima medaglia, perseguono il male per il male. I presidenti Putin e Xi hanno ragione: è necessario guadagnare tempo, per prepararsi allo scontro nei prossimi anni consolidando le strategie difensive contro le armi di nuova generazione (ne abbiamo visto una sperimentazione in Venezuela, trasformando il paese sudamericano in un “laboratorio”). I Paesi indipendenti (Russia, Cina, Cuba, Iran, Venezuela, ecc..) non lotteranno per il socialismo, ma per preservare la vita sulla Terra.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_cina_determinata_a_vincere_la_guerra_alla_corruzione_nellesercito_il_caso_del_generale_zhang_youxia/45289_64965/?fbclid=IwY2xjawPoDBNleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEe77Re2e23B6aiHnVRiAWpNbwq0AF2mRowMVjwqDQ4B_yVeaglzW0siWs9zws_aem_Kt2Wcn3CqP8nSkhxw-w42w#google_vignette
https://www.antimperialista.it/2009/12/20/il-contributo-di-lin-biao-alla-teoria-della-rivoluzione-proletaria-mondiale/
Zhang Youxia, il generale cinese sotto inchiesta per "aver rivelato i  segreti del nucleare agli Usa"

Fonte foto: Today (da Google)

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2 commenti per “La Cina si prepara allo scontro con gli Stati Uniti

  1. Giulio larosa
    30 Gennaio 2026 at 7:24

    È esattamente così. Non conoscevo questo aspetto e questo scritto attualissimo di Lin Piao. Penso però che devono fare di più per aiutare chi finisce nel mirino dei criminali usa Israele non si può essere troppo lontani e attendista senza far perderci chi lotta nel mondo anche la fiducia nel loro sostegno e perfino negli obiettivi della propria lotta

  2. Sergio
    30 Gennaio 2026 at 10:04

    vogliono scontrarsi con gli USA e si so’ ricordati solo ora di combattere la corruzione nelle forze armate, che è radicata nel tempo e capillare? Ne riparliamo tra altri cent’anni allora.

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