“La mia guerra” di Donald Trump: la Strategia per la Sicurezza Nazionale della CIA-Alt Right


La Strategia per la Sicurezza Nazionale 2025, contrariamente a quanto asseriscono gli Alt Media trumpiani, non contempla la transizione verso l’inevitabile multipolarità delle dinamiche geostrategiche, ma affronta il tema della supremazia militare USA per ciò che nei disegni neocons determinerebbe il passaggio verso una nuova Architettura di potere, l’applicazione della dottrina sistematizzata da James Burnham: la controrivoluzione manageriale.“La mia lotta” di Trump, riecheggiando in qualche modo il manifesto politico di Adolf Hitler, si colloca sulla medesima linea delle amministrazioni Clinton, Bush, Obama e Biden: l’eccezionalismo razzialista statunitense.

La supremazia imperialista USA, nella rilettura della Dottrina Trump, poggia su due pilastri:1) “Vogliamo reclutare, addestrare, equipaggiare e schierare l’esercito più potente, letale e tecnologicamente avanzato del mondo per proteggere i nostri interessi, scoraggiare le guerre e, se necessario, vincerle in modo rapido e decisivo, con il minor numero possibile di vittime tra le nostre forze. 2) “Vogliamo l’economia più forte, dinamica, innovativa e avanzata del mondo. L’economia degli Stati Uniti d’America è il fondamento dello stile di vita Americano. La nostra economia è anche il fondamento della nostra posizione globale e la base necessaria delle nostre Forze Armate.” 1 La Dottrina Trump contempla 1) il passaggio ad un “impero corto” dividendo il mondo in aree di responsabilità cogestite da “stati lacchè” (es. Giappone, Turchia, Israele, Cile, ecc..) e 2) la transizione ad un “capitalismo corporativo” neoliberale.

In modo trasversale, democratici e repubblicani confluiscono nella versione trumpiana del neoconservatorismo andando ben oltre le categorie di “destra” e “sinistra” quanto, piuttosto, delineando la complessità del neoconservatorismo: una ideologia capace di cooptare la lobby progressista nelle guerre del Pentagono. Il Congresso USA sta per varare una legge che stanzia per il Dipartimento della Guerra 8 miliardi in più rispetto ai 900 miliardi di dollari inizialmente richiesti dall’amministrazione Trump2. Il budget militare, per il 2026, verrà portato alla cifra esorbitante di oltre 1000 miliardi di dollari facendo sì – secondo l’analista strategico Thierry Meyssan – che il Pentagono adotti la visione del mondo di Trump. Donald Trump, seguendo la dottrina Kissinger, contrassegna la fase “nazionalista” del “fascismo” USA, mentre Biden ed Obama il tentativo (per quanto maldestro data la decadenza militare del Pentagono) di globalizzarlo.

Nelle 33 pagine del documento (diviso in quattro capitoli e 16 paragrafi) convivono il narcisismo fascistoide del presidente USA, la simulazione della retorica anti-elitaria tipica del movimento MAGA ed il consolidamento degli obiettivi strategici neocons: fare degli USA l’epicentro d’una controrivoluzione neoliberale mondiale. Come notano gli analisti Diego Sequera ed Ernesto Cazal, l’alleanza strategica sino-venezuelana e iraniano-venezuelana (risalente ai tempi dell’asse Chavez-Ahmadinejad) mina radicalmente il concetto di “sovranità condizionale” teorizzato dall’imperatore Donald Trump sulla scia delle dottrine Monroe e Roosevelt: il “realismo imperiale” è l’ultima frontiera della “Repubblica delle banane” nord-americana, la proiezione dell’unilateralismo USA sulla “Fortezza America”.

Per quanto Trump si sforzi, a parole, di voler dismettere la dottrina della “guerra eterna” la sua NSS ricade nell’equivoco delle amministrazioni Bush ed Obama: gettare intere nazioni nel caos, pensiamo all’idea psicotica d’aggredire il Venezuela bolivariano, scatenando una guerra persa in partenza.

L’analista strategico Pepe Escobar, partendo dal concetto di “multipolarità mal gestita” (ovviamente dall’amministrazione Trump), delinea l’”Euro-suicidio” del polo imperiale Ue, una crisi di civiltà esaminata in altri termini dal sociologo francese Emmanuel Todd. Leggiamo:

Torniamo nella terra dei chihuahua. Ormai tutto il pianeta sa che l’UE e la NATO si stanno preparando alla guerra con la Russia prima del 2030; potrebbe anche essere il prossimo anno. E stanno anche valutando un attacco preventivo contro la prima potenza nucleare e ipersonica del mondo.

A prescindere dal comico sollievo insito nel lento suicidio politico europeo, nella vita reale sia gli Stati Uniti che il suo vassallo, il Giappone, hanno rifiutato di unirsi all’ossessione europea di rubare i fondi russi.

Il crollo dell’UE – un costrutto artificiale fin dall’inizio – è inevitabile come la morte e le tasse: all’orizzonte si profila una nube tossica di uscite in stile Brexit, una zona euro ingovernabile, fughe di capitali a ripetizione, rendimenti obbligazionari in continuo aumento, debito pubblico insostenibile, crollo del mercato unico, paralisi istituzionale e perdita totale, irrecuperabile e definitiva di una legittimità che non hanno mai avuto.” 3

L’Europa è destinata alla disgregazione: un progetto sub-imperialista nato morto. La NSS trumpiana difficilmente si discosterà (di fatto) dalla dottrina della “guerra senza fine”, trasformando il presidente rieletto in un George Bush nella variante MAGA. La retorica anti-immigrati proietta “in patria” il nemico esterno, dando all’americano medio impoverito da decenni di neoliberismo un bersaglio facile su cui scaricare la propria rabbia. Gli USA sono un Paese pericoloso: una miscela di fascismo e neoliberismo, vanno ben oltre il concetto di “tecno-destra” messo a punto dalla letteratura giornalistica radical-democratica. Donald Trump, ben lungi dall’essere anti-sistemico, è un prodotto dell’élite aziendale statunitense, la più corrotta della storia.

L’Unione imperialista Europea è un po’ la Bella che muore: il sionismo coi tacchi a spillo (o “Neta-boia” col mascara). La Bestia (per dirla con Pepe Escobar), il fascismo-evangelico di Donald Trump, andrà avanti ancora per poco.

1.

https://www.voltairenet.org/article223365.html

2.

Ibidem

3.

https://comedonchisciotte.org/la-bella-e-la-bestia-pepe-escobar-sulla-strategia-di-sicurezza-nazionale-degli-stati-uniti/

Fonte foto: L’Indro (da Google)

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