La vicenda Roggero sta scatenando
reazioni scomposte da parte di molti, anche a livello politico e istituzionale.
In rete ho letto commenti raccapriccianti in suo sostegno che non possono
essere ignorati e, in generale, si sta creando ad arte un clima decisamente
inquietante. Ieri l’altro ho pubblicato un breve post ma mi rendo conto che
tutta questa vicenda necessita di una analisi più approfondita.
Cominciamo dai fatti, partendo da
quello meno grave.
Roggero non è un santo né un
eroe. Nel 2005, come ormai risaputo, si presentò a casa del fidanzato della
figlia e, dopo averlo aggredito, minacciò con una pistola (vera) i suoi
genitori. Per quell’episodio fu condannato a due mesi di carcere che evitò di
scontare pagando una multa. Per tale gesto gli fu ritirato il porto d’arma.
Andiamo ora al delitto per il
quale è stato condannato ad una pena di 14 anni e nove mesi di reclusione.
Roggero NON ha ucciso per
legittima difesa. I due malviventi erano già fuggiti dalla sua gioielleria, lui
li ha rincorsi, ha sparato alle spalle al primo uccidendolo sul colpo e, non
pago, ha sparato al secondo che si è accasciato a terra, ferito. Roggero lo ha
raggiunto e lo ha preso a calci in faccia prima di sparargli alla testa
uccidendolo. Una vera e propria ESECUZIONE. Non c’è altro modo pr definirla. C’è
anche da dire che la pistola con cui i due rapinatori lo hanno minacciato era una
pistola giocattolo, ma questo a onor del vero non cambia niente perché lui non
poteva saperlo né, del resto, attenua la gravità del suo gesto.
Gli improvvisati sceriffi da
tastiera che inneggiano al nuovo eroe dovrebbero sapere che anche in guerra,
sottolineo, anche in guerra, un soldato che spara deliberatamente ad un soldato
nemico che si è arreso oppure è ferito e non più in condizioni di nuocere, laddove
scoperto, è passibile di una condanna durissima, che va da decenni di carcere
fino all’ergastolo perché un simile atto è considerato un crimine di guerra. In
taluni contesti storici che fortunatamente sono stati superati (non ovunque), poteva
anche essere passato per le armi, cioè fucilato. Questo anche per spegnere i bollenti spiriti (ma
è una speranza vana perché con gli invasati ideologizzati è impossibile ragionare
lucidamente) di coloro che sostengono che il gioielliere era in un momento di
particolare e grave tensione. In guerra invece un soldato vive in uno stato di
serenità?…
Chiariti i fatti, veniamo ora all’analisi
di quanto sta accadendo intorno a questo grave fatto di cronaca e a ciò che sta
contribuendo a produrre.
La destra-destra di Vannacci più i
vari seguaci – fra i quali spicca il neo (neo nel senso vero del termine, cioè
nuovo) fascistoide Marco Rizzo – ha già santificato Mario Roggero elevandolo ad
una sorta di eroe nazionale. Non escludo affatto ed è anzi molto probabile che fra
qualche anno, qualora fosse graziato (cosa da non escludere se non assai
probabile se continuerà il pressing del centrodestra), venga candidato da
Futuro Nazionale ad una prossima futura tornata elettorale, un po’ come
accadde, certamente per un fatto molto meno grave, ad Ilaria Salis quando fu
candidata da AVS alle elezioni europee. Al
momento la questione non si pone ma non c’è dubbio che la vicenda Roggero verrà
utilizzata anche in vista delle elezioni politiche del prossimo anno, specie se
saranno anticipate.
E’ evidente che la destra-destra
sta acquistando sempre più spazio, che le viene concesso con grande generosità
dal sistema mediatico e politico. La sua capacità condizionante è molto elevata,
sono sempre più numerose le personalità politiche e istituzionali che ogni
giorno si pronunciano in favore della grazia a Roggero, quasi fosse una sorta di
dissidente politico o di prigioniero per reato di opinione.
E’ dunque altrettanto evidente
che si sta costruendo un nuovo partito reazionario di massa con sostanziali
venature fascistoidi. Dico fascistoidi e
non fasciste perché il fascismo è stato un fenomeno storico determinato che,
come tale, ha una sua irripetibilità. Oggi siamo di fronte ad una nuova e
moderna versione di una destra ultra reazionaria, aggressiva e radicale, molto
più pericolosa del vecchio MSI di almirantiana memoria che era un partito di
nostalgici vetero fascisti ma nella sostanza una stampella della Democrazia
Cristiana. Anche il MSI, come Futuro Nazionale, era un partito filo sionista e
filo americano ma meno pericoloso di Vannacci, per alcune ragioni. E’ vero che
il MSI fungeva da stampella per la DC ma era sostanzialmente isolato, culturalmente
e ideologicamente oltre che politicamente, nel paese e nella società. La sua
capacità pervasiva era molto limitata, il contesto storico era molto
differente, la Sinistra storica – il Movimento Operaio e le sue rappresentazioni
politiche, cioè il PCI e il PSI ma anche i sindacati non ancora degenerati – erano
in grado di esercitare una notevole egemonia culturale e politica nella
società. La stessa Democrazia Cristiana,
oltre all’area laica (repubblicani e liberali), sebbene si servisse talvolta
dei voti del MSI per far passare qualche legge o bloccarne qualcun’altra, non poteva
permettersi ambiguità in tal senso. In parole povere il MSI restava un partito
isolato, fermo per lo più attorno al 5 o 6% dei voti (con un picco massimo dell’8%
nel 1972, poi poco dopo tornato alle solite percentuali) e non in grado di
condizionare gli assetti politici. Era inoltre un partito nei confronti del
quale vigeva la famosa “conventio ad excludendum” (che valeva anche e
soprattutto nei confronti del PCI), cioè l’impossibilità de facto di poter andare
al governo, anche se per ragioni opposte e contrarie a quelle per le quali era
impedito al Partito Comunista Italiano che pure rappresentava un terzo degli
italiani (solo questo dato ci dice come sia mutata la società italiana…).
Oggi la situazione è, purtroppo,
completamente mutata. Il Movimento Operaio, il PCI, il PSI e i sindacati di allora
non esistono più, al loro posto c’è una brodaglia “sinistrorsa e politicamente
corretta” organica e prona al sistema neoliberale e neoliberista dominante. Dall’altra
parte abbiamo una destra, non a caso capeggiata da una ex post missina (cioè
post-fascista), molto diversa dalla allora Democrazia Cristiana. Forse il
partito più simile alla DC di allora (anche se con una classe dirigente
infinitamente più modesta e mediocre e con una netta impronta laicista, al
contrario, ovviamente, della DC) può essere oggi Forza Italia più l’area di Renzi
e Calenda e una parte consistente del PD, quella di fatto maggioritaria tra i
quadri del partito e che non fa riferimento a Schlein ma all’area “riformista”
e “governista” (è bene ricordare che Elly Schlein è stata eletta grazie alle
primarie dove a votare è andato tutto il variegato mondo radical e “arcobaleno”
che le ha consentito di battere in volata Bonaccini).
Il baricentro politico si è quindi
nettamente spostato a destra, sotto ogni profilo (soprattutto per la totale
inesistenza di una Sinistra autentica) e la destra odierna è molto più omogenea
culturalmente di quanto non fosse la DC che aveva diverse anime al proprio
interno. Dal punto di vista culturale e ideologico infatti, tra FdI e FN ma anche
la Lega, non ci sono particolari differenze. Fratelli d’Italia è costretta a
moderare le sue posizioni perché è il principale partito di governo e per ovvie
ragioni di compatibilità deve mostrarsi e anche agire come una forza relativamente
moderata. Ma l’humus è lo stesso di Futuro Nazionale. La nascita del partito di
Vannacci costringerà il resto del centrodestra (in parte anche Forza Italia) a
spostarsi ancora più a destra, onde evitare un travaso di voti troppo poderoso verso
FN che indebolirebbe le altre forze di destra. E questo è già un primo
risultato ottenuto da Vannacci. Ma non è affatto da escludere la partecipazione
di FN ad un futuro governo di destra. Tanto
più che sulle questioni strutturali FN è allineato e coperto al “sistema”, di
cui è un intelligente prodotto, politicamente parlando. Vannacci è un ex
generale della NATO e tale rimane, anche volendo (ma non lo vuole…) non
prenderà mai una posizione che possa mettere in discussione l’Alleanza Atlantica
che, peraltro, dopo il vertice di Ankara è uscita più coesa – leggi prona agli
USA – dopo gli ultimi stucchevoli battibecchi fra alcuni governi europei e
quello americano. Il generale è un filo sionista osservante e un convinto
islamofobo, particolarmente ostile a quel mondo sciita che è quello che sta
mettendo in difficoltà Israele e gli Stati Uniti in tutta l’area mediorientale.
Il suo “progetto” di remigrazione ha fondamentalmente l’obiettivo di alimentare
l’odio nei confronti di quel mondo musulmano che non si piega all’unilateralismo
statunitense-israeliano. Certamente, c’è anche una vis autenticamente razzista nelle
sue posizioni ma il vero obiettivo politico che si cela dietro la propaganda è
quello testè descritto.
La bagarre sul caso Roggero serve
a creare massa critica e a costruire una narrazione ideologica securitaria e
naturalmente depistante rispetto alle vere questioni strutturali, cioè il
dominio delle classi dirigenti neoliberiste e delle loro strutture politiche e
militari, appunto la NATO, gli USA, lo stato di Israele e l’UE.
In conclusione Futuro Nazionale e lo stesso Vannacci sono un prodotto e uno strumento del “sistema” (come lo è l’attuale “sinistra” per altre ragioni, come abbiamo spiegato tante e tante volte su queste pagine). La sua abilità – tipica delle destre radicali, va riconosciuto – è proprio quella di riuscire a rappresentarsi come “antisistema”, approfittando di una scarsissima se non inesistente coscienza politica e di un imbarbarimento culturale delle masse popolari e della società nel suo complesso, dovuto a decenni di lucida devastazione culturale e anche psicologica portata avanti dal sistema neoliberale e neoliberista. Ma quest’ultimo è un tema che richiede, naturalmente, un’altra analisi ad hoc.
Fonte foto: da Facebook