L’omicidio del sionista Charlie Kirk e il processo di dissolvimento degli USA


L’inevitabilità della guerra civile statunitense è il riflesso delle guerre d’aggressione neocoloniale che l’imperialismo USA ha scatenato nel globo. Il regime israeliano-fascista, facendo saltare qualsiasi “accordo di pace” (in realtà si tratterebbe d’una pax imperialista), ha attaccato il Qatar con l’esplicito lasciapassare di Donald Trump; negli stessi giorni, i “nazionalisti integralisti” di Kiev hanno condotto, impunemente, operazioni militari in territorio polacco facendo ricadere la colpa sulla Federazione Russa. Il mondo unipolare è al tramonto, ciononostante l’interregno (per dirla con Gramsci) è dominato da indicibili mostri: dal narco-Fuhrer ucraino, ai barbari sionisti-revisionisti di Tel Aviv, il caos regna nel decotto impero americano d’Occidente.

La Cina va nella direzione opposta. Il presidente Xi Jinping ha proposto l’iniziativa per il “governo mondiale” attraverso un processo, profondo, di democratizzazione delle Nazioni Unite. Alla Cina non importa che il resto del mondo diventi socialista, ma la conformità al Diritto internazionale vertendo su cinque punti: “rispetto della parità sovrana di ogni Stato, rispetto del diritto internazionale, esercizio del multilateralismo, promozione di un approccio fondato sul popolo, infine priorità di azioni concrete. «Non ci devono essere due pesi e due misure, e le regole interne di alcuni Paesi non devono essere imposte ad altri». 1 Due pesi e due misure, preconfezionando “operazioni psicologiche” (psyop) a volte complesse, è ciò che gli USA hanno sempre fatto condannando l’azione difensiva russa ed armando l’entità sionista, il governo israeliano-fascista che persegue l’anacronistico intento di ripristinare l’antico impero assiro. Israele è uno “Stato pazzo”.

USA: l’uccisione d’un propagandista appartenente alla lobby della destra israeliana

A 24 anni dall’operazione “falsa bandiera” dell’11 settembre 2001 (11/9), il giornalista filo-israeliano Charlie Kirk è stato assassinato durante un incontro coi suoi sostenitori nell’Università dello Utah. Kirk, sostenitore del “capitalismo a mano armata USA”  che si esplicita nel secondo emendamento, è stato ucciso dalla pericolosità delle sue aberranti idee: un popolo interno in armi.

Il giornalismo lubrificato ha, dolosamente, occultato quest’intervista, rilasciata nell’agosto 2025, dal presidente Trump. Leggiamo:

“In passato Israele aveva il “controllo totale” sul Congresso degli Stati Uniti ed era impossibile per chi parlava ‘male’ dello Stato ebraico fare politica. “Se torniamo indietro di 20 anni, le dirò che Israele aveva la lobby più potente che io abbia mai visto nel Congresso, più potente di qualsiasi altra istituzione, azienda, società o Stato. Israele era la più potente. Oggi non ha più una lobby così forte. È incredibile”, ha spiegato Trump.

 “C’è stato un tempo in cui, se si voleva fare politica, non si poteva parlarne male [di Israele]”” 1

Il presidente Trump, seguace di Andrew Jackson schiacciato dai neoconservatori, ammette la violenza sistemica della lobby sionista, ma vigliaccamente preferisce farsi schiacciare dall’AIPAC diventandone una marionetta. Più volte, proprio su “L’Interferenza”, ho spiegato che DT non è un isolazionista, ma piuttosto un curatore fallimentare: è l’uomo, nominato dalla CIA, a gestire il declino dell’imperialismo USA, assumendosi l’onere del prezzo della sconfitta nello scacchiere geopolitico mondiale. Il presidente USA ha compreso l’impossibilità di Israele nel gestire una guerra territoriale contro l’Asse sciita della Resistenza, ciononostante è prigioniero dell’Armageddon, una dottrina demenziale preconfezionata dalle lobby puritane ed evangeliche. La guerra civile interna è il riflesso della “guerra eterna” scatenata contro la gran parte del pianeta.

Dietro la maschera di Hollywood, gli USA sono un Paese pericoloso, un’”isola mondo” che non contempla la legalità. Washington, come rilevò Bertolt Brecht, non ha mai conosciuto la Civiltà, passando dallo sterminio delle popolazioni amerinde, alla reversione atavica del capitalismo parassitario. Leggiamo lo scrittore John Kleeves, all’anagrafe Stefano Anelli:

“Il livello di criminalità americano è giustamente leggendario e basti il numero di omicidi: dai 25 ai 30.000 all’anno; nella capitale Washington, che ha circa gli abitanti di Bologna, avvengono sui 400 omicidi all’anno. Per i problemi psicologici si può dire che negli Stati Uniti vi sono 27 milioni di alcolizzati, 18 milioni di consumatori di droghe leggere, da 4 a 8 milioni di cocainomani e 500.000 eroinomani, mentre uno studio condotto nel 1984 dal National Institute of Mental Health concludeva che il 19% della popolazione adulta americana era da considerarsi mentalmente malata dal punto di vista clinico. Anche i suicidi sono dai 25 ai 30.000 all’anno.” 3

Il movimento MAGA e l’ideologia woke sono due facce della stessa medaglia: l’unilateralismo del Pentagono, il quale utilizza figure di cartapesta come Obama e Trump per occultare le proprie mosse nella “grande scacchiera”. In quanto Paese “impolitico”, gli USA non hanno mai, realmente, sperimentato la coppia dicotomica “destra/sinistra” configurandosi come l’”isola-mondo” dell’assurdo.

Il sionista Kirk, forse coinvolto in una psyop della CIA (quest’ultimo aspetto rimane da provare), è stato vittima della natura anti-storica delle proprie idee: difendere un Paese pericoloso, in guerra contro l’idea stessa di Civiltà.

https://www.voltairenet.org/article222738.html
https://comedonchisciotte.org/israele-ha-fatto-l11-settembre-e-oggi-chi-comanda-in-usa/
https://www.archiviostorico.info/Rubriche/Autori/scrittori/Kleeves/articolikleeves.htm

Fonte foto: CNN (da Google)

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