Agorà. Dalla piazza al Parlamento


C’è un’Italia che non si riconosce nella falsa alternanza che da anni divide il Paese senza risolverne i problemi. Un’Italia che chiede pace, democrazia, lavoro, giustizia sociale e ambientale. Un’Italia che vuole tornare protagonista.

Per dare voce e protagonismo a questa domanda nasce Agorà, un progetto politico che vuole organizzare l’energia delle piazze, dei cittadini e delle comunità per assumere la guida di questo martoriato Paese.

Contro il “sistema guerra”, che coinvolge finanza, industria, ceto politico e media. Per la difesa della Costituzione, della sovranità democratica e degli interessi del popolo e del Paese. Per un’economia al servizio delle persone, di chi lavora, dei territori. Per un modello di sviluppo che metta al centro l’equità sociale e la tutela dell’ambiente.

Agorà è CONTRO il centrodestra ed il centrosinistra. È una nuova proposta per tutti coloro che non sono più rappresentati dall’attuale sistema politico e vogliono costruire un’alternativa vera e credibile.

Dalla piazza al Parlamento. È il momento di costruire insieme una nuova strada per l’Italia.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "PRIMA ASSEMBLEA NAZIONALE AGORA DALLA PIAZZA ALPARLAMENTO 27 GIUGNO 2026 ORE 14:30 ROMA CENTRO CONGRESSI CAVOUR info e accrediti info@agoraitalia.org"

7 commenti per “Agorà. Dalla piazza al Parlamento

  1. Andrea Vannini
    17 Giugno 2026 at 18:23

    É mai possibile che, sempre e comunque, l’ odore (il fetore) delle scadenze elettorali susciti il riflesso condizionato (il cretinismo elettorale e parlamentare) anche nelle migliori menti che ancora popolano la colonia italiota? “assumere la guida”? Alimentiamo masochisticamente l’ illusione che ciò sia possibile nonostante le leggi-truffe elettorali? Idee sacrosante non bastano né per vincere né per conquistare una rappresentanza. Difendere la costituzione, poi. È già stata assassinata! Quale costituzione? I poteri alle regioni, il pareggio di bilancio, la diminuzione della “rapida presentanza”, ecc.? La crescente astensione non é qualunquismo é estraneita’ e ostilità sacrosante. Si tratta di trasformarle in antagonismo e odio contro lo stato nemico del popolo, “costituzionalmente” (quella del ’48) illegittimo, esecutore degli ordini capitalistici e imperialistici. C’ è chi si presenterà sempre e comunque alle elezioni. Pazienza. Perlomeno che la lista “antagonista” sia una e solo una. Risparmiamoci perlomeno lo spettacolo di “antagonisti” che “competono” da nemici gli uni con gli altri per l’ agognato quorum. Per essere esplicito: solo potere al popolo (del quale non faccio parte, sia chiaro!) si é conquistato nelle mobilitazioni popolari una sufficiente credibilità per presentarsi anche alle elezioni. Lo afferma uno che a votare non andrà certamente comunque.

    • Gianfranco
      18 Giugno 2026 at 9:34

      Condivido il commento. Potere al popolo si era conquistato una credibilità che si è giocata difendendo green pass.

    • Fabrizio Marchi
      18 Giugno 2026 at 13:56

      Capisco e condivido le tue perplessità, tuttavia per la prima volta dopo moltissimi anni ho letto nero su bianco un programma che condivido in toto. Io avrei aggiunto dell’altro, e in particolare la critica all’ideologia politicamente corretta e femminista, nella sua concreta determinazione storica. Ma già il fatto che il programma non contenga nulla che faccia riferimento in tal senso è già un segnale. Questa è la stessa ragione che mi impone di marcare la distanza da PaP, che è una forza di “sinistra radicale” completamente imbevuta di ideologia politicamente corretta e sostanzialmente subalterna alla “sinistra liberale”, in una sorta di gioco di matrioske. Ricorderete infatti il voto ad AVS in favore della Salis alle ultime europee da parte proprio di PaP. Dopo di che, ribadisco, sono d’accordo sul fatto che non possono essere (e non sono) le scadenze elettorali il prius, però è anche vero che possono forse essere utilizzate per gettare dei semi per la costruzione di un ipotetico futuribile nuovo soggetto politico. Per lo meno questo è ciò che ci anima come giornale.

      • Giulio Bonali
        18 Giugno 2026 at 14:54

        Staremo a vedere.
        Per me (a èparte quanto ho già rilevato circa la difesa della fu-Costituzione -purtroppo fu-!-, il discrimine iderogabilissimo resta la totale, assoluta inequivocabile, esplicitissima non-disponibilità ad inciuci pseudo”””antifascisti””” con la sedicente “””sinistra””” politicamente corretta, che é costituita da nemici del popolo “da trattamento alla Robespierre-Stalin perfino” peggiori di quelli della destra “sincera”.

        • Fabrizio Marchi
          18 Giugno 2026 at 22:03

          Sono d’accordo. E infatti la lista di d’Orsi nasce proprio con la premessa della rottura sia con la destra (per definizione) che con l’attuale “sinistra”, tutta, senza alcuna eccezione. Ripeto ancora, condivido le perplessità che sono state esposte e non penso certo che le scadenze elettorali siano determinanti, tuttavia esistono e se c’è una lista che sostiene posizioni condivisibili, perchè non appoggiarla, cosa abbiamo da perdere? Dopo di che staremo a vedere in corso d’opera, come ho già detto in altre occasioni, non ci siamo sposati nessuno. Però la politica è teoria e prassi, noi di teoria tutto sommato ne facciamo abbastanza, e quindi è necessaria anche la prassi.

  2. Giulio Bonali
    17 Giugno 2026 at 21:04

    Non ha senso parlare di difendere qualcosa (la costituzione antifascista) che, oltre a non essere mai stato attuato, é stato completamente snaturato e distorto.
    Casomai andrebbe ripristinato.

  3. Andrea Vannini
    18 Giugno 2026 at 19:52

    I programmi elettorali! Le liste della spesa senza avere i soldi per gli acquisti. Gli errori di pap non sono certo mancati (l’ indicazione di votare salis, certo. Su epidemia, vaccini, quarantene, lasciapassare. Anche. E altri ancora). Ma chi, se non pap, rete dei comunisti, cambiare rotta, osa, USB, è stato protagonista nei recenti movimenti e scioperi? “sinistra radicale, sinistra liberale”? Non spariamo giudizi liquidatori e non corretti (politicamente?). Angelo d’ Orsi si candido’ (a proposito di europee) con Michele Santoro. Sinistra radicale? Sinistra liberale? Una scelta sbagliatissima prima durante e dopo che non gli toglie la stima che egli merita. I semi per “un ipotetico futuribile partito” non si gettano alle elezioni perdipiu’ con delle liste inventate per l’ occasione. Si gettano prima a prescindere dalle elezioni che sono, nella migliore delle ipotesi, solo dei test.

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