Il
rapporto intercorrente fra Donald Trump, erede della tradizione di Andrew
Jackson e del populismo nazionalista USA e gli ultimi rantoli del fascismo
ebraico, ricalca due correnti interne alla lobby israeliana: Trump incarna una
concezione neo-mercantile del suprematismo ebraico, mentre Netanyahu è l’erede
della tradizione revisionista che cooperò con gli architetti della Shoah. La
logica nazista è l’ideologia di Stato del regime di Tel Aviv.
Il
governo israeliano-fascista è l’approdo dell’entità sionista, non abbiamo
nessuna involuzione quanto, semmai, una evoluzione: uno Stato lombrosiano che,
fin dalla nascita, ha fatto propria la retorica sulle “razze criminali”.
Israele non può vincere una guerra territoriale, ma si accanisce sulla popolazione
civile del Paese aggredito, prendendo in ostaggio donne, uomini e bambini
innocenti, per questa ragione è necessario che le Resistenze antimperialiste
strutturino delle politiche militari difensive in grado di mettere al sicuro i
propri popoli. Tenere ferma la popolazione, anche attraverso i “sostitutivi
penali”, per evitare sul nascere possibili sommosse eterodirette dagli
Stati Uniti. Non sappiamo ancora se questa metodologia militare l’entità
sionista l’abbia mutuata dagli anglosassoni o dagli sproloqui della Bibbia
ebraica, nonostante ciò lo Stato “per soli ebrei” è il genocida più
rispettato del pianeta. Israele configura una dittatura fuori dalla storia:
necessita del genocidio per sopravvivere alla transizione al mondo multipolare;
un’entità sadica che, con cinismo e nell’indifferenza, contempla la distruzione
di un intero popolo.
Scrive
il giornalista israeliano Gideon Levy:
“Abbiamo bisogno di un genocidio ogni pochi anni;
l’omicidio del popolo palestinese è un atto legittimo, persino essenziale”.
Ecco come parla un generale ‘moderato’ dell’IDF… uccidere 50.000 persone è
“necessario”.
“Genocidio
come eredità dell’IDF, per il bene delle generazioni future; per ogni
[israeliano]
il 7 ottobre, 50 palestinesi devono morire. Non importa, anche i bambini.
Non parlo per vendetta, ma per dare un messaggio alle generazioni future. Non
c’è niente da fare, hanno bisogno di una Nakba
ogni tanto per sentirne il prezzo.” 1
Israele è uno “Stato del
male”, mentre il suo governo segue gli stessi procedimenti mentali di
Hitler subito dopo l’Operazione militare, compiuta dai GAP, a Via Rasella il 23
marzo 1944 a Roma. Il governo israeliano ha consumato un “eccidio delle Fosse
Ardeatine” su larga scala, superando la ferocia della Gestapo. Il regime
lombrosiano, per dirla con Norman G. Finkelstein, è uno “Stato pazzo”.
Donald Trump, contemplando
un investimento di cento miliardi di dollari, vorrebbe optare per una soluzione
“capitalista”. Per il Financial Times,
il Tony Blair Institute for Global Change (TIT) e il Boston
Consulting Group (BCG) hanno sistematizzato il Piano Riviera per
Gaza, successivamente nominato The Gaza Reconstitution, Economic
Acceleration and Trasformation Trust (GREAT* Trust). In questa fase
preliminare ha preso forma il progetto Gaza Humanitarian Foundation (GHF)2.
La Svizzera ha sponsorizzato il progetto, incentivando la penetrazione della CIA
sotto copertura delle Onlus. Un progetto truffaldino che, tanto la
Resistenza palestinese quanto il sionismo-revisionista, rifiuteranno.
Le Brigate Al-Qassam,
ramo militare di Hamas, proprio in queste ore hanno annunciato
l’Operazione “bastone di Mosè” in risposta alla vile aggressione
neocoloniale israeliana. Citando fonti locali “le prime azioni hanno visto
l’impiego di razzi Yassin 105 contro bulldozer blindati D-9 israeliani nei
quartieri di al-Zaytoun e Jabalia, oltre ad attacchi di mortaio contro forze di
terra e mezzi corazzati nel sito di Haj Fadel”, una operazione militare
territoriale che rimette in risalto l’incapacità sionista di tenere il
territorio.
I dirigenti israeliani sono
cerebralmente bolliti. Smotrich, un personaggio che non ha niente da invidiare
a Goebbels, ha dichiarato che il popolo ebraico sta “vivendo fisicamente, il
processo di redenzione e il ritorno della presenza divina a Sion – mentre si
impegna nella ‘conquista della terra”. Israele persegue la ricostruzione dell’antico
impero assiro, un’entità anacronista che, agli albori della civiltà, minò la
stabilità regionale. Tel Aviv non guarda soltanto al Medio Oriente, ma è diventata
l’epicentro di un regime liberal-globalista mondiale.
Per
l’analista strategico Alastair Crooke:
“È proprio per questo che l’Iran, già ora,
sa di doversi preparare alla Grande Guerra quando il Leviatano “sorgerà”. E lo stesso
deve fare la Russia, perché si tratta di
un’unica guerra condotta contro i recalcitranti al
nuovo ordine americano.” 3
Il regime nazi-sionista, condannato dalla
geopolitica globale, è destinato alla sconfitta.
https://comedonchisciotte.org/il-nuovo-violento-sionismo-di-israele-e-foriero-di-una-geopolitica-imperiale-di-sottomissione-e-obbedienza/
https://www.voltairenet.org/article222722.html
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